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La verginità di Maria, il concepimento virginale di Gesù, non fu maternità surrogata

Madonna con bambino. La gestazione per altri (o utero in affitto) non è paragonabile al concepimento virginale di Gesù
Cima da Conegliano, Madonna con il Bambino, Parigi, Petit Palais

Il cantante Ricky Martin ha annunciato l’arrivo del suo quarto figlio. E per rispondere alle critiche contro la gestazione per altri (o utero in affitto), ha paragonato la maternità surrogata al concepimento virginale di Gesù. Il giornale spagnolo El Pais gli ha attribuito questa dichiarazione: «Io non ho noleggiato nessun utero, l’utero mi è stato prestato e più volte. Per questo porto su un piedistallo queste grandi donne che mi hanno aiutato a crescere la mia famiglia. Come ho sul suo piedistallo la Vergine Maria, che ha prestato il suo grembo in modo che Gesù venisse nel mondo».

Questa retorica mostra la difficoltà ad accettare la pratica della cosiddetta gestazione per altri. Ai propri occhi e a quelli altrui. Tanto da doverla rivestire con metafore inverosimili. Così, sfruttamento e mercificazione delle funzioni riproduttive del corpo femminile si trasformano in significati religiosi dal valore divino.

La dichiarazione del cantante implica, in modo inverosimile, che egli non abbia comprato neonati esseri umani, per avere dei figli. Ma solo ricevuto un’incredibile dono. Il potere generativo di una donna che ha ceduto a lui, uno sconosciuto sia pure famoso, nove mesi della sua vita e la sua creatura. Per poi essere compensata, non in denaro, ma in devozione. Il miracolo si sarebbe ripetuto per quattro volte.

Per paragonare la madre surrogata alla Madonna, il committente si paragona a Dio. D’altra parte, c’è nel desiderio maschile di avere figli, al di fuori della relazione con una donna, una smisurata volontà di potenza. Che egli crede autorizzata dal potere della tecnoscienza e del denaro. Il paragone, però, deve apparire blasfemo a molti credenti e assurdo a molti laici. Io non credo in Dio, come potrei credere a Ricky Martin?

La disposizione a porre lei sul piedistallo, non è rassicurante. Negli uomini esiste un sentimento dissociato, dove la stessa figura è idealizzata e demonizzata. Posta sull piedistallo, può finire nella polvere, poi rimessa sul piedistallo, poi ributtata giù, in una continua alternanza. Sono ancora Madonne le madri surrogate che al termine della gravidanza desiderano tenere il figlio con sé? Lei immortalata sul piedistallo dovrà essere spolverata da altri, perché dalla vita del committente e dei suoi figli espropriati, deve sparire. Il sentimento dissociato investe anche dei e santi e soprattutto la stessa Madonna, tanto oggetto di venerazione quanto di bestemmie.

Tuttavia, ciò che mi interessa evidenziare è l’incongruità del paragone, che talvolta ricorre nella propaganda favorevole alla gestazione per altri (o utero in affitto). A parte e oltre quello che ne dicono i vescovi, c’è un punto decisivo. Il concepimento virginale di Gesù da parte di Maria fu una piena e continuata relazione materna. Non previde, né realizzò alcuna interruzione traumatica. Né la separazione tra gestazione e maternità. Meno che mai l’impianto di ovociti non suoi, per voler estraniare geneticamente madre e creatura. Lei mise al mondo il figlio e il figlio rimase con la madre. Nessuno si sognò di toglierglielo in cambio di un piedistallo impolverato. Neppure, si può parlare di una strumentalizzazione di Maria da parte di un superiore disegno divino, perché quando i cristiani vedono in Gesù l’incarnazione di Dio, chiamano Maria la Madre di Dio.


Vedi Luisa Muraro, l’Anima del corpo, pagg. 41-42

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