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Zangrillo e il Coronavirus clinicamente inesistente

Alberto Zangrillo

Il professor Alberto Zangrillo ha dichiarato in televisione che oggi il coronavirus è clinicamente inesistente. Tradotto vuol dire che il virus ha ormai una carica virale molto bassa. E i contagi non fanno più ammalare quasi nessuno, se non in forma lieve. Il professore trae la sua affermazione dal venir meno dei ricoveri ospedalieri, in terapia intensiva, al San Raffaele, dove egli lavora. Ed enfatizza quanto dice, per sollecitare la riapertura del paese. In aggiunta accusa altri suoi colleghi e il comitato tecnico scientifico di terrorizzare il paese con dati che non hanno più senso. Tuttavia, in successive precisazioni, il professor Zangrillo ribadisce la necessità delle misure di protezione: l’uso mascherine, il distanziamento, il lavarsi spesso le mani.

Perchè cautelarsi ancora?

Domanda: se per l’evidenza clinica il virus non esiste più, perché dobbiamo continuare a lavarci spesso le mani, mascherarci e distanziarci? Immagino, perché l’affermazione del professor Zangrillo non costituisce ancora un dato certo e irreversibile. Il virus potrebbe clinicamente resuscitare. Infatti, non sappiamo perché il coronavirus ha diminuito la sua carica virale (in tutto il paese e in tutto il mondo?). Adesso è meno virale, perché il virus è diventato meno patogeno? O per l’arrivo del caldo? Oppure, perché ci proteggiamo meglio? Forse, in conseguenza del lockdown? Il Sars-Cov-2 potrebbe tornare virulento se noi tornassimo completamente alla normalità? Oppure quando torneremo alla stagione fredda? Se non lo sappiamo, nel dubbio, meglio essere cauti. E tali dovrebbero essere gli esperti nel loro modo di comunicare.

Alberto Zangrillo e la comunicazione

Altrimenti, affermazioni enfatiche e categoriche, come quelle del professor Zangrillo, pronunciate per il grande pubblico, rischiano di essere fraintese e interpretate come un «liberi tutti». Tanto da incoraggiare situazioni rischiose come le manifestazioni della destra. Gli assembramenti che abbiamo visto in Piazza Duomo a Milano. e in Piazza del Popolo a Roma. Salvini senza mascherina: “Ce l’ho, ma gli esperti dicono che il virus sta morendo”. Versioni soft dei NoMask americani. Anche ai tempi dell’influenza spagnola, negli Usa si manifestava per la libertà contro l’osservanza delle norme sanitarie. Ed anche allora, nell’estate del 1918, il virus sembrava quasi scomparso. A luglio tutto sembrava essere passato. Come riportato da un bollettino medico dell’esercito americano, “l’epidemia sta per concludersi (…) ed è stata di tipo benigno”. Una rivista medica britannica dichiarò chiaramente che l’influenza “è completamente scomparsa”.

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