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Lucia Azzolina minacciata. Solidarietà alla ministra dell’Istruzione

Lucia Azzolina - Ministra della Pubblica Istruzione

Lucia Azzolina (M5S), ministra della pubblica istruzione, è colpita da minacce e insulti sessisti. Poco importa per quale motivo. La natura degli attacchi che riceve, tanto da essere messa sotto scorta, è sufficiente, per stare dalla sua parte e sentirsi solidali con lei.

Non è una sorpresa, ma è sempre demoralizzante vedere il più becero sessismo essere usato da uomini di sinistra. Senza sostanziali differenze da come lo hanno usato o lo usano uomini di destra, della Lega, dello stesso M5S, contro donne di sinistra. L’unica differenza apprezzabile è nella reazione del Partito democratico che non avvalla questi comportamenti.

Rimane la questione di fondo: l’incapacità di molti uomini di sapersi misurare in modo civile con un’avversaria donna. La loro illusione, purtroppo fondata, di poter ricorrere a una violenta volgarità misogina, per la connivenza dell’ambiente di riferimento.

Eppure, nonostante queste arretratezze, qualcosa forse è cambiato rispetto ad alcuni anni fa. Quando tra l’aggressore e l’aggredita la partita sembrava aperta. E l’insulto sessista poteva ancora squalificare la vittima. Oggi, contro Lucia Azzolina, l’effetto sembra essere autosqualificante. L’aggressore sempre più spesso si scusa, cancella i suoi post, nasconde il suo profilo.

L’effetto boomerang non garantisce di poter estinguere questa pessima pratica. Molti individui trascurano la propria reputazione. O si accontentano di preservarla nel loro circolo ristretto. Con il quale condividono la medesima cultura. Però il boomerang mostra che il sessismo, per quanto diffuso e persistente, sia diventato minoritario e residuale.

Certo, sarebbe opportuno, poter ascoltare la parola degli uomini di potere. Sentirli prendere posizione contro la violenza verbale sessista dei loro simili. E magari, proprio contro la violenza maschile, fisica e simbolica. La possibile estinzione del sessismo, data la sua lentezza, non giustifica passività e attendismo da parte degli altri uomini. Quelli che pensano il maschilismo di averlo già estinto in se stessi.

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