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Introduzione al ruzzolone dei Wu Ming

Il grafico pubblicato sul blog dei Wu Ming

I Wu Ming si sono scusati per aver pubblicato su GIAP un’articolo scritto da due scienziati: Sara Gandini e Marco Mamone Capria. «L’epidemiologia e le insensatezze dell’emergenza coronavirus». L’articolo è stato discusso in modo apro dalla comunità del blog. I Wu Ming si sono impegnati a difenderlo dalle fallacie logiche. Però, Mamone Capria ha male interpretato un grafico e si è appoggiato a fonti impresentabili. Quindi, i Wu Ming hanno archiviato l’articolo, diventato insostenibile, chiesto scusa alla propria comunità e avviato una nuova discussione.

Cosa dice l’articolo di Sara Gandini e Marco Mamone Capria

L’articolo di Sara Gandini e Marco Mamone Capria è contrario al lockdown italiano. Una misura restrittiva non giustificata da evidenze scientifiche. Che aveva come alternativa la politica svedese delle raccomandazioni ragionevoli basata sul rapporto di fiducia con i cittadini. O la politica tedesca di parziale chiusura, basata sulla forza della terapia intensiva e della medicina territoriale. Secondo i due autori, il lockdown italiano è sbagliato per quattro motivi.

  1. Danneggia l’economia, condanna il paese alla recessione, i lavoratori alla povertà e alla disoccupazione. Toglie la scuola ai bambini, che non possono essere assistiti dai genitori che lavorano fuori casa o in smart working.
  2. Scarica sui cittadini i costi e le responsabilità di una classe politica che ha tagliato la sanità e la ricerca scientifica e che adesso ne approfitta per attuare programmi antipopolari che non possono incontrare opposizione.
  3. Ostacola la diffusione controllata del virus. Il virus deve circolare, per permettere alla popolazione di sviluppare l’immunità di gregge, mentre si proteggono i gruppi a rischio (anziani e malati).
  4. Drammatizza la pandemia, sovrastimata dal terrorismo mediatico. Invece, la mortalità da Covid-19 è paragonabile a quella delle sindromi simil-influenzali degli anni passati. La tragedia in Lombardia è stata provocata dai contagiati collocati negli ospedali e nelle case di riposo, non dal ritardo del lockdown.

Le critiche all’articolo

L’articolo raccoglie 316 commenti. Molti esprimono consenso. Altri invece lo criticano. In sintesi, con questi argomenti.

  • Assume un punto di vista liberista, perché stabilisce un rapporto automatico tra lockdown e crisi economica. Lega la libertà di muoversi al dovere di lavorare. Come fanno la Confindustria e le destre.
  • Relativizza i morti da Covid-19 paragonandoli con i morti da influenza o inquinamento degli anni passati. Ma così ignora la testimonianza di infermieri e medici, che dicono di non aver mai visto niente di simile. Confronta periodi senza il lockdown con il periodo del lockdown. Cita fonti in conflitto d’interesse con il lockdown. Seleziona le sole prove a sostegno della propria tesi e ignorano quelle che potrebbero confutarla (cherry picking). Manca di rigore.
  • Sembra dire che tutto deve continuare come prima, ma bisogna spendere più soldi per la sanità. Vede i corpi come macchine da consumare e vuole spendere un po’ di più per ripararle.
  • Afferma che il virus deve circolare. Dobbiamo tutti contagiarci, per formare l’immunità di gregge. Invece di aspettare il vaccino. Uno dei due autori (Mamone Capria) è un no-vax). Etichetta che Mamone Capria rifiuta.

La difesa dei Wu Ming

I Wu Ming, padroni di casa, si spendono in una generosa difesa dell’articolo. Chiedono di leggerlo secondo il principio di carità. Anche perché sovrappongono i contenuti dell’articolo ai contenuti del loro blog. Oltre a quelli dei trascorsi di Sara Gandini.

  • Negano che il testo assuma un punto di vista liberista, confindustriale o renziano e reputano un dato di fatto che il lockdown, privo di basi razionali, provochi recessione. Secondo loro, il capitale non ha fatto un complotto, ma ha colto la palla al balzo, per incolpare la pandemia della recessione annunciata e ottenere deroghe alla legislazione del lavoro e ambientale, in nome della ripartenza.
  • Difendono l’obiettivo dell’immunità di gregge, da perseguire anche in assenza di vaccino. Pensano che, con parole diverse, Ernesto Burgio sia dello stesso avviso.
  • Assumono la lettura secondo cui altre sindromi simil-influenzali avevano negli anni scorsi mandato in tilt i reparti di terapia intensiva, ma i media ne parlarono pochissimo, per poi svegliarsi con il Covid-19.
  • Sminuiscono la testimonianza di infermieri e medici, strumento del ricatto morale del potere o dell’avvento della dittatura del testimone nel fare storia.

L’interpretazione confutata del grafico dell’ISS

Ma ad un certo punto viene messo in discussione il grafico sulla incidenza delle sindromi influenzali in Italia. Nell’interpretazione dei due autori dell’articolo, in particolare di Marco Mamone Capria, il grafico tratto dal portale dell’ISS, con la sola aggiunta della freccia, mostrerebbe che né il Covid-19 né il lockdown hanno alterato la frequenza dei casi di simil-influenza. Sorge il dubbio di dover precisare se è certo che i dati sulle ILI pubblicati sul portale Epicentro dell’ISS includono ILI causate dal Sars-Cov-2. Il Wu Ming dubbioso aggiunge una nota a margine: il Sars-Cov-2 non causa solo ILI, può avere molte gravi conseguenze sull’organismo che non rientrano nella descrizione della sindrome influenzale, perché attacca vari organi, causa trombosi ecc. La consapevolezza di questo forse ha un ruolo nel far suonare “riduttiva” l’inclusione del Sars-Cov-2 tra gli agenti di sindromi simil-influenzali.

Mamone Capria risponde che, nel grafico, il Sars-Cov-2 è compreso nelle ILI, ma l’ISS non lo esplicita, perché è poco trasparente. Una congettura che, per un paio di giorni, viene presa per buona. Mamone Capria avrebbe potuto fermarsi qui, invece ha voluto dimostrare ancora: se il lockdown nazionale avesse avuto effetto si dovrebbe osservare, non solo per il Covid-19 ma per il complesso delle ILI, una brusca caduta, sia pure posticipata di una decina di giorni: ma quello che si osserva è un decorso indisturbato e sovrapponibile a quello delle due ultime stagioni. Per giunta, non si insisterà mai abbastanza che i provvedimenti hanno esordito quando la curva era già decisamente discendente.

I Wu Ming riconoscono l’illogicità dell’articolo

Così viene confutato, perché: Il lockdown è stato imposto il 10 marzo, quando il picco delle malattie influenzali normali era già stato superato da ben 5 settimane e la curva era ormai nella fase finale del suo naturale decadimento esponenziale (questo è ciò che si legge dal grafico). E’ ovvio che il lockdown non abbia prodotto nessu effetto sulla curva delle influenze normali. L’idea di valutare l’effetto del lockdown osservando le malattie influenzali normali, per le quali si può fare i raffronto con gli anni precedenti, non è sbagliata in sé, ma avrebbe senso se il lockdown fosse stato imposto il 20 gennaio. I Wu Ming cominciano a pensare di dover riconoscere che l’articolo non regge logicamente.

La presenza del Covid-19 nel grafico dell’ISS viene poi ulteriormente confutata. Prendiamo la sedicesima settimana, quella che finisce il 19 aprile. Il grafico indica un’incidenza di malati di (simil) influenza dello 0,56 per mille, che su 60 milioni significa circa 33mila. Ma il 19 aprile i positivi covid erano 108mila. Del resto nel sito si parla di epidemia stagionale di influenza, non di covid. Queste non è sorprendente: non riuscivi a farti fare il tampone per il covid nemmeno se facevi l’infermiera in un reparto covid, figuriamoci se i medici sentinella delle parainfluenze erano in grado di monitorare la diffusione del covid mandando campioni ai centri raccolta eccetrera.

Anche l’affermazione riferita al covid “non si insisterà mai abbastanza notando che i provvedimenti hanno esordito quando la curva era già decisamente discendente” mi pare azzardata. I provvedimenti sono datati 11 marzo (confinamento domiciliare) e 22 mrzo (chiusura delle produzioni e delle attività non essenziali). Il picco degli ospedalizzati si ha il 6 aprile, quello dei positivi il 18 aprile.

Conclusioni

Alla fine, i Wu Ming si convincono che l’articolo è insostenibile. Nonostante, Sara Gandini consideri la confutazione del grafico, che lei ammette ma non concede, irrilevante ai fini della validità dell’articolo. Che è politico e non scientifico. L’esito del ruzzolone dà luogo per l’autrice a un bagno di solidarietà tra i suoi follower, per il co-autore non sappiamo, e per i Wu Ming a un nuovo articolo.

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