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Valutare un testo politico. Le procedure della fretta superficiale

Valutare un testo in modo frettoloso e superficiale, per poi condividerlo e rilanciarlo. Succede di frequente in rete, specie su temi per noi meno conosciuti o meno importanti. Ai tempi del dibattito sul coronavirus e la salute pubblica, può essere più dannoso del solito. La superficialità frettolosa nella valutazione di un testo segue alcune procedure. Me ne vengono in mente sei: le scrivo in corsivo.

Le procedure

Valutare e apprezzare un testo in base alla sua fonte o alla sua firma. È la procedura che si affida all’autorità. Non è tra le più sbagliate, perché tante volte l’autorità è, in effetti, buona e meritevole di fiducia. Ma la fiducia cieca o distratta aliena il senso critico e vizia l’autorità; la porta a essere poco scrupolosa e a vivere sugli allori. Non sempre però l’autorità è una autorità esperta. Capita che sia solo il nostro amico, che condivide un testo sulla sua bacheca. Se lo condivide lui, pensiamo, allora il testo è buono. Molta cattiva pubblicistica, la divulghiamo per emulare o compiacere le autorità a noi più prossime.

Valutare e apprezzare un testo in apparenza competente o addirittura scientifico. L’effetto apparente è ottenuto con l’uso dei numeri. Dati, statistiche, percentuali, grafici, comparazioni. Un uso che può essere sbagliato o manipolatorio. Da leggere, sull’uso dei numeri, l’articolo di Laura Caruso.

Valutare e apprezzare un testo perché ci lusinga. Il testo contiene un apprezzamento nei nostri confronti, o anche solo una nostra citazione. Ci pare che solo per questo il testo meriti di essere rilanciato e diffuso, anche se i suoi contenuti sono poco significativi o controversi.

Valutare e apprezzare un testo in base al suo presunto senso complessivo. Questa procedura salva persino le fake news smascherate. Anzi, è proprio la ciambella di salvataggio che le fa galleggiare per tutta la rete. Dice: la notizia sarà pur falsa, ma il suo senso è vero.

Cosa vuol dire valutare un testo politico?

Proseguiamo con le procedure. Valutare e apprezzare un testo in base a un suo pezzo accattivante. Il testo contiene in premessa o nel suo sviluppo, un giudizio che ci corrisponde. Ne facciamo il significato del testo senza guardare dove quel giudizio va a parare. Es. I politici sono corrotti (la premessa che piace), quindi il parlamento andrebbe ridotto, dimezzato, chiuso, etc. (la conclusione ignorata o sottovalutata). Se un democratico disapprova, si sente dire: non vuoi vedere che i politici sono corrotti? L’esempio è nitido, ma in molti testi il rapporto tra premessa e conclusione può essere più intricato e offuscato.

Valutare e apprezzare un testo in modo frammentato. Alcune cose scritte sono buone, altre no. Allora, il testo è così, così e potrebbe anche andare. Immaginiamo la frase: il cagnolino è molto dolce, me lo voglio mangiare. Secondo la valutazione frammentata, la frase è accettabile al 50 per cento. Il cagnolino è molto dolce, lo lasciamo, il resto lo cassiamo o lo linkiamo. Le valutazioni frammentate mettono premesse, inferenze, conclusioni sullo stesso piano.

Ma un testo, specie se è un testo politico, fatta salva la correttezza del suo procedimento, vale per la sua conclusione. Spesso il senso complessivo di un articolo è l’impressione che ci fa. Invece, il vero senso di un testo politico è il suo dispositivo: cosa sollecita a fare o a non fare. Un testo può avere dieci premesse giuste e altrettanto ottime inferenze, per poi concludere di fare la cosa sbagliata. Tuttavia, i testi non sono scritti come le determine o le delibere, che a un certo punto dicono: il dirigente determina, l’autorità delibera. Il dispositivo dell’articolo politico tante volte è implicito, protetto dalle obiezioni sotto una coltre di coperture verbali demagogiche. Bisogna cercare di desumerlo. Questo è il lavoro (principale) di valutazione del testo politico.

Le stesse procedure in negativo

Capita che le stesse procedure valgano in negativo, per respingere i testi. Trovo sia lo stesso sbagliato, ma meno grave e talvolta giustificato. Un’autorità negativa può dire qualcosa di buono, anche scrivere un articolo perfetto, ma si può ritenere sia meglio non legittimarla. Per esempio, se l’autore o la fonte di pubblicazione sono malfamate. (fascisti, razzisti, misogini, negazionisti, complottisti, etc.). Oppure, se il testo è buono, contiene una conclusione buona, ma sostenuto con argomenti inaccettabili. Es. un testo che volesse argomentare l’opportunità igienica della cremazione e citasse a sostegno i forni crematori dei lager.

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