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Coronavirus le raccomandazioni individuali da sole sarebbero ingenue

Coronavirus le raccomandazioni individuali

Coronavirus, le raccomandazioni individuali da sole possono essere messe in alternativa alle misure collettive del governo? Direi di no, anche se c’è chi autorevolmente lo sostiene. Bisogna dire che l’intervista, che qui commento, è del 5 marzo. Oggi, è il 17 e la situazione è molto più pesante. L’intervistato è uno scienziato autorevole. Uno scienziato autorevole può sostenere una tesi sbagliata. In Italia abbiamo avuto e abbiamo scienziati importanti che sostengono la bontà dell’energia nucleare o negano la rilevanza del mutamento climatico. Possiamo avere anche uno scienziato di peso che nega la gravità del contagio da coronavirus.

Il comitato scientifico ha espresso dubbi sulla chiusura delle scuole, non per la misura in sé, ma per la brevità della scandenza. Era il 15 marzo. Infatti, il governo l’ha prolungata al 3 aprile. Forse la prolungherà ancora fino a Pasqua. L’OMS ha promosso le misure adottate dall’Italia. Compresa la chiusura delle scuole.

Coronavirus le raccomandazioni individuali da sole sarebbero una strategia ingenua e colpevole

La strategia proposta dallo scienziato sembra essere solo quella di affidarsi alle raccomandazioni individuali (lavarsi le mani, mantenere le distanze, uscire il necessario). È una strategia a dir poco ingenua. Ammesso che sia davvero possibile rispettarla rigorosamente, basta l’inevitabile e consistente minoranza fuori regola, perché il contagio si diffonda lo stesso in modo esponenziale. Persino con le restrizioni governative e regionali, nella sola Lombardia il 40% della popolazione circola ancora.

L’inerzia davanti alla diffusione del contagio non è sostenibile. Sia per una ragione umanitaria: la strage di anziani molto più grave, che ne conseguirebbe. Sia per una ragione strutturale: il collasso della terapia intensiva a fronte della pressione dei pazienti con crisi respiratoria.

Fare i tamponi anche agli asintomatici non era sbagliato. Abbiamo smesso di farlo, perché abbiamo ritenuto di non averne più i mezzi. E forse anche per il danno di immagine internzionale che risultava dall’elevato numero di contagiati. Ma come misura sanitaria cautelativa era giusto farli, come ha pure sostenuto anche la dottoressa Maria Rita Gismondo.

La strategia cinese e la strategia coreana

Peraltro, fare i tamponi a tutti, come in Corea del Sud, consente di evitare le quarantene di massa e di praticare le quarantene selettive. Ma lo scienziato contesta sia i tamponi a tutti (la strategia coreana) sia le quarantene di massa (la strategia cinese). Cioè, entrambe le strategie praticabili, le uniche nel mondo ad avere dato risultati.

Per forza di cose, egli va a convergere con la strategia (almeno iniziale) di Donald Trump e di Boris Johnson. Come sappiamo la scienza non è neutra e la lotta al contagio comporta pesanti sacrifici economici. Imprenditori e commercianti si sono opposti o hanno fatto notevole resistenza alle misure del governo. Questo può trovare la sua rappresentanza anche nella scienza.

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