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Milano non si ferma

Milano non si ferma

Milano non si ferma. Facciamo miracoli ogni giorno. Abbiamo ritmi impensabili ogni giorno. Portiamo a casa risultati importanti ogni giorno. Perché ogni giorno non abbiamo paura. Milano non si ferma.

Sono le parole impresse sulle immagini esuberanti della Milano del sindaco Beppe Sala, per dare coraggio alla città e all’Italia nei giorni del coronavirus.

In verità, Milano e l’Italia hanno rallentato, per la paura del contagio, un’informazione allarmista, e le ordinanze delle Regioni del Nord, che hanno sospeso le attività educative, culturali, sportive, per limitare i rischi di diffusione dell’epidemia. Ordinanze che le Regioni vorrebbero confermare per un’altra settimana.

Tuttavia, la cautela ha dei costi economici e di fronte a un nemico sconosciuto, è complicato misurare l’equilibrio, l’eccesso, la sottovalutazione. Invece, commercianti e industriali riescono a misurare le perdite e temono molto di più le esagerazioni che le banalizzazioni.

Forse, in parte hanno ragione, ma se nell’immediato la prevenzione sanitaria e la tenuta dell’economia sembrano in conflitto, in futuro andranno d’accordo. Perché ridurre il danno dell’epidemia significa ridurre anche i danni economici. Viceversa, lasciar diffondere il virus, significa diffondere la crisi.

Speriamo, allora, che la virata del ritorno alla normalità sia una scelta saggia dettata dal senso delle proporzioni (le conosciamo?) e non l’esito di una incoerenza condizionata dal prevalere di un istinto bottegaio poco lungimirante. Il rischio della pandemia è una potenziale disgrazia, ma è pure l’opportunità di ripensare l’impensabile: il nostro modello di sviluppo.

Milano non si ferma, ma può rallentare

È davvero un bene fare miracoli ogni giorno? Che valore possiamo dare ai miracoli se realizzati in sequenza quotidiana come i risultati ordinari? E che valore possiamo dare ai risultati ordinari? Il miracolo è una contingenza inaspettata, favorevole, eccezionale che modifica il corso degli eventi. Può aver senso che succeda tutti i giorni, più volte al giorno? Ha senso desiderarlo?

Non solo. Abbiamo ritmi impensabili ogni giorno. Oltre a non riuscire a pensare al nostro ritmo, riusciamo a pensare ad altre cose? Riusciamo a pensare? Un tempo il proverbio diceva Chi va piano va sano e va lontano. Chi va a un ritmo impensabile fin dove può arrivare (prima di sbandare)? In che condizioni?

Portiamo a casa risultati importanti ogni giorno. Ma con questi ritmi impensabili e con tutti quei miracoli, siamo capaci di apprezzarli? Perché ogni giorno non abbiamo paura. Nondimeno, la paura non è necessariamente vigliaccheria o fobia. È un istinto umano importante e vitale. È la percezione del pericolo. Può essere sano inibirla?

Da un lato apprezzo, il messaggio positivo del sindaco e del suo video. D’altra parte, Milano, la Lombardia, l’Italia, tra limiti ed errori, hanno fatto le cose giuste, con uno dei migliori servizi sanitari del mondo, hanno isolato il virus e poi anche il ceppo italiano. Insomma, ne abbiamo abbastanza per essere fieri e fiduciosi. Tuttavia, temo che l’insieme di quei miracoli, ritmi, risultati importanti, senza paura, ogni giorno, estesi ad una città, un paese, un mondo, formi il sistema che finisce per incubare un nemico virale.

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