Blog personale di politica e attualità

Giorgia Meloni. Una donna contro le donne?

Giorgia Meloni

Giorgia Meloni ha dichiarato che se Rula Jebreal va a Sanremo a fare un monologo senza contraddittorio, non le sta bene. Il monologo di Rula Jebreal, però, è stato sulla violenza maschile contro le donne. Il contraddittorio avrebbe comportato il dare la parola ad un maschio violento. Qualcosa di somigliante è accaduto, autorizzando a Sanremo la partecipazione di Junior Cally, il rap che canta la violenza contro le donne.

Poi, Giorgia Meloni ha attaccato un emendamento al decreto milleproroghe: un contributo di 900 mila euro alla Casa delle Donne di Roma. Secondo la leader di Fratelli d’Italia sarebbe un regalo della sinistra a un’associazione di sinistra, fatto con i soldi pubblici. Bocciato l’emendamento, Giorgia Meloni ha cantato vittoria: è stata bocciata l’ultima oscenità del PD.

Le critiche a Giorgia Meloni

In questo modo, Giorgia Meloni si è guadagnata gli strali di un giornalista emergente, Lorenzo Tosa, molto seguito su Facebook, il quale precede il Partito democratico e scrive: L’unica oscenità, oggi, nel 2020, è ascoltare una donna che combatte contro le donne. Una donna che ha conosciuto da vicino cosa significa l’incubo di uno stalker che le ha rovinato la vita e che si vanta di aver cancellato chi contro quella stessa violenza si batte ogni giorno con professionalità e una dedizione assolute. Questa è la vera oscenità. L’unica.

Gli dà ragione Lea Melandri: È peggio di Salvini. Ha avuto la demenzialità di dire che il monologo di Rula contro la violenza sulle donne è “di sinistra” e che per questo richiedeva un intervento bipartisan. Perché non invitare i potenziali assassini? Evidentemente poco informata sul fatto che dei femminicidi la sinistra non se ne occupa, è tanto meno la ministra della famiglia.

Potrei sottoscrivere queste critiche a Giorgia Meloni. Sul piano logico verbale sono vere. Tuttavia, non vedo nelle dichiarazioni della leader di Fratelli d’Italia un’oscenità, proprio perché è una donna a pronunciarle. Vedo invece una contraddizione e una deformazione professionale, se intendo il suo ruolo come una professione. Una deformazione che mette ogni cosa del mondo in una casella di partito.

Naturalmente, Lea Melandri ha titolo per dire che Giorgia Meloni è peggio di Matteo Salvini. Lea Melandri è una donna, una femminista storica. Io, invece, non ho titolo, perché a differenza di Giorgia Meloni, sono dello stesso sesso dei violenti. È insensato che io, un uomo, attacchi una donna, persino con durezza, in nome delle donne.

Una donna di potere non è al riparo dalla violenza maschile

Giorgia Meloni è una donna di potere. Ma questo non l’ha messa al riparo dalle violenze maschili. Tanto da essere stata vittima di stalking e di avere avuto paura per sé e per la figlia. A differenza di Salvini, dunque, quello che Giorgia Meloni può dire contro le donne, o a danno delle donne, ha una valenza autolesionistica. Nella mia mente, questo dà la precedenza alla compassione rispetto alla condanna. Come nei confronti di ogni elemento subordinato che interiorizzi la causa del dominatore.

Allora, preferisco ispirarmi al voto di Luisa Muraro di imparare a parlar bene delle donne. Anche quando è molto difficile farlo. Così pure le critiche possono venire meglio.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *