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Elly Schlein e la vittoria della sinistra in Emilia Romagna

Elly Schlein

La sinistra ha vinto le elezioni regionali in Emilia Romagna. Dopo la vittoria, Elly Schlein, la più votata tra i candidati consiglieri progressisti, è più celebrata del vincitore Stefano Bonaccini, il candidato presidente del PD. Il Partito democratico è stato scelto e confermato come argine all’onda sovranista nella regione rossa diventata contendibile. Anima della resistenza: il movimento civico della sardine. Una diga all’estrema destra e, al tempo stesso, il desiderio di un altra sinistra.

Nelle urne, questo desiderio, si è incarnato nel primato di Elly Schlein, ventiduemila preferenze. Non solo donna, giovane, femminista, ecologista e di sinistra, ma impegnata in modo diretto sul terreno più ostico e insidioso. Quello dell’immigrazione. Ci ha lavorato al Parlamento europeo, dove si è impegnata nella riforma del Trattato di Dublino e ha smascherato l’ignavia e l’ipocrisia della Lega, sempre assente in sede di trattativa. Elly Schlein diventa così la persona più adatta a cui chiedere come si fa a battere Matteo Salvini.

La vittoria della sinistra in Emilia Romagna dà molto sollievo. Significativa la sconfitta leghista a Bibbiano, a Milano Marittima, al Pilastro. Ma, L’Italia non è l’Emilia Romagna. La destra è ancora forte e le questioni che ne alimentano il consenso persistono. Tuttavia, il mito dell’invincibilità leghista è caduto. La destra si può contenere, il voto popolare di lavoratori, studenti, disoccupati, si può recuperare.

Democratici aperti alle alleanze

Il PD ha vinto quasi da solo, con l’appoggio di cinque liste minori, laiche ed ecologiste, ma senza l’alleanza con il Movimento Cinque Stelle (M5S). Ciò, può far ritenere che sia questo il modo giusto di presentarsi alle elezioni, quello che esprime meglio la vocazione maggioritaria. Ma non è la stessa cosa presentarsi da soli, perché i cinque stelle sono stati indisponibili ad allearsi o perché invece lo è stato il Partito democratico. Un PD ostile ai cinque stelle avrebbe avuto più difficoltà ad ottenere il voto disgiunto di una parte dell’elettorato grillino. Solo un partito aperto ai potenziali alleati può ottenere il consenso dei loro elettori, se le alleanze non riescono.

Le aperture, naturalmente, devono avere una direzione. Il successo di Elly Schlein indica i diritti umani, l’integrazione, l’ambiente. Interpreta uno stile della leadership. Un modello di autorità femminile. La destra ha candidato una donna alla presidenza dell’Umbria, della Calabria, dell’Emilia Romagna. E due volte su tre ha vinto. La sinistra ha candidato tre uomini. Talvolta, la sinistra sembra avere più difficoltà della destra ad affidarsi alle donne, nonostante che, per ideologia e cultura, sia e si consideri più prossima al femminismo. Elly Schlein mostra che alle donne ci si può e ci si deve affidare.

Elly Schlein, la prostituzione, l’utero in affitto

Tra tanta stima, Elly Schlein riceve anche qualche accusa. Quella di essere favorevole alla prostituzione e alla maternità surrogata. Secondo me, l’accusa rischia di essere avventata e di assumere le forme poco civili della messa all’indice, inadeguate per interloquire con un’amica, una compagna, un’alleata. Può essere che in materia, la neo consigliera regionale dell’Emilia Romagna abbia idee sbagliate. Ma finora non gliele abbiamo sentite dichiarare. Forse, lo farà il 3 febbraio al Kinodromo Europa Cinema di Bologna, dove sarà ospite dell’evento Omofobia e unioni civili.

Quel che sappiamo, riguardo a ciò che cade o rischia di cadere nella sfera della prostituzione, per quanto specializzata, è che nella lista Coraggiosa è stato candidato Max Ulivieri, un attivista disabile promotore dell’assistenza sessuale per i disabili. Inoltre, il programma della lista propone l’accreditamento regionale del corso O.E.A.S. e riconoscimento del titolo di operatore all’emotività, all’affettività e alla sessualità per le persone con disabilità fisiche, sensoriali, intellettive. Riguardo a ciò che cade nella sfera della surrogazione di maternità, sappiamo che nel 2017, il parlamento europeo ha votato una relazione sui diritti umani. Un deputato polacco del Partito popolare ha proposto un emendamento, per inserire nella relazione una nota di condanna dell’utero in affitto, in quanto violazione dei diritti umani. Il gruppo di Elly Schlein e la maggioranza della sinistra hanno bocciato l’emendamento.

Tuttavia, nel 2015 e nel 2016, non hanno votato le risoluzioni a favore della maternità surrogata. Inoltre, Elly Schlein si è impegnata, nel 2015, per l’approvazione della risoluzione Taratella, in cui si sostiene che le donne devono «avere il controllo dei loro diritti sessuali e riproduttivi.

Come in Spagna

Dubito che il possibilismo sulla gpa e il sostegno all’assistenza sessuale siano espressione di un orientamento meditato e consolidato. Credo esprimano il modo di essere di molta parte della sinistra su temi che reputa marginali e divisivi. Un modo di voler reagire all’omofobia e al moralismo della destra e di voler corrispondere le aspettative, quali che siano, dei soggetti svantaggiati e discriminati, senza aver prima riflettuto a fondo sulle implicazioni. Ma ho fiducia che quando il dibattito coinvolgerà il popolo di sinistra, le sue comunità organizzate, si affermerà l’orientamento giusto, come in Spagna, quello che riconosce e rispetta l’inviolabilità del corpo femminile, e che persone di valore come Elly Schlein potranno e vorranno sostenerlo.

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