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Bettino Craxi. Cosa significa riabilitare l’ultimo leader del PSI?

Bettino Craxi

A periodi, si discute della riabilitazione di Bettino Craxi. Succede in questi giorni, a vent’anni dalla morte e in occasione del film Hammamet di Gianni Amelio. Ma cosa significa riabilitare l’ultimo leader del Partito socialista italiano?

Egli fu condannato, nel 1996, per corruzione e nel 1999, per finanziamento illecito. Per altri reati simili fu assolto o prescritto. Nel 1994, persa l’immunità parlamentare e prima che gli venisse ritirato il passaporto, si trasferì in Tunisia ad Hammamet, dove rimase fino alla morte, nel 2000. Credo, dunque, di poter escludere che la riabilitazione abbia un significato innocentista.

Può significare che la biografia di Bettino Craxi non si riduce ad una storia giudiziaria. Comprende anzitutto quella del leader di partito capo di governo, il primo presidente del consiglio socialista, con una sua ideologia e un suo disegno politico. Fare del PSI la forza egemone della sinistra italiana, così come la socialdemocrazia lo era nel resto dell’Europa occidentale. Un obiettivo mirato a sbloccare la democrazia in Italia e realizzare l’alternanza tra progressisti e conservatori, al pari degli altri paesi democratici.

A giudizio dei suoi estimatori, anche i reati da lui commessi erano in funzione di questo disegno. Ovvero, i socialisti non rubavano per se stessi, ma per il partito, per la loro causa politica, in competizione con due forti concorrenti, il PCI e la DC, finanziati anch’essi in modo illecito, secondo Craxi. Possiamo discutere quanto ciò fosse vero, e se sia più grave rubare per sé o per il partito. Per adesso, limitiamoci a dire che le tangenti sono, in ogni caso, risorse sottratte alla collettività, un danno per l’erario pubblico.

La causa politica di Bettino Craxi

Riguardo, la bontà della causa politica craxiana, c’è da discutere quale sia stato il vantaggio per il Partito socialista e per il paese. Il PSI si è estinto insieme al suo leader. Il paese ha dovuto affrontare i sacrifici del risanamento del debito pubblico e della corruzione, per poter rimanere in Europa.

Il fatto è che l’obiettivo politico di Bettino Craxi, il primato socialista nella sinistra italiana, fu ideologico e organizzativo, senza avere una effettiva necessità pratica, perché il PCI si trasformava sempre più in un partito socialdemocratico. Così, tale obiettivo finiva per sostanziarsi nell’anticomunismo e in politiche anti-operaie. Craxi è da taluni valorizzato come anticipatore di Tony Blair. Ma lo stesso leader britannico è motivo di divisione.

La questione è qui data dal confine tra adattamento e conversione. L’adattamento non cambia i motivi di fondo del socialismo, modifica i mezzi per conseguirli. La conversione invece cambia i fini. Nel caso della socialdemocrazie, finisce per assumere quelli del liberalismo.

Il rapporto tra capo e partito

Tra i mezzi, uno in particolare è diventato fine: la centralità del leader del partito, con la sua proiezione nel progetto di riforma presidenziale, per scavalcare e vincere il confronto con i due partiti di massa, superare il partito inteso come corpo intermedio tra popolo e istituzioni. Qui, si può vedere un’anticipazione del populismo e una pratica di gestione che ha impedito al Partito socialista di sopravvivere al suo leader. Di nuovo questa leadership è stata più formale che sostanziale. Più una forma di potere personale, che non il potere di guidare la società. Infatti, a Craxi è attribuita la grande capacità di capire e interpretare i cambiamenti, la modernizzazione, ma questa capacità ha scontato la rinuncia a educare e dirigere la società, una vocazione più prossima a quella di Aldo Moro o Enrico Berlinguer.

Quindi, se riabilitare Bettino Craxi vuol dire stigmatizzare il lancio di monetine davanti all’Hotel Raphael, riconoscere una storia politica insieme a quella giudiziaria, che pure ha il suo peso, posso sentirmi d’accordo. Peraltro, la riabilitazione è favorita dal confronto con i successori della classe politica di governo. Se significa invece condividere quella storia politica, assumerla come fonte d’ispirazione, inserire Bettino Craxi nel Pantheon della sinistra, allora sono in disaccordo, perché i fini perseguiti e i risultati ottenuti sono stati molto negativi.

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