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L’inganno violento di Vittoria

Inganno violento - L'inganno

È la storia di un inganno violento. Una donna alla guida di un auto si ferma, intrappolata dalla falsa richiesta d’aiuto di un uomo. Uno stupratore seriale pregiudicato, che la violenta per ore e poi la minaccia di morte. Il crimine, accaduto a Vittoria, nel Ragusano, lo racconta Massimo Gramellini sulla prima pagina del Corriere della Sera, il 10 settembre scorso. Il corsivista attacca il garantismo confuso con l’impunità. L’uomo, già condannato nel 2018 per sequestro di persona, violenza sessuale aggravata e rapina, non è mai stato recluso. Ma soprattutto Gramellini difende la vittima dalla possibile accusa di essersela cercata. Se tacitiamo i nostri istinti migliori – scrive – diventiamo simili ai mascalzoni che ci speculano sopra.

In buona parte, la penso anch’io così. Se una donna affronta il rischio di un inganno violento, per soccorrere un uomo che le chiede aiuto, merita solo di essere elogiata. Certo, non biasimata; meno che mai per relativizzare il giudizio sul fraudolento stupratore. Un violento lasciato libero, si dal garantismo, ma in particolare da una perdurante cultura sessista. Una mentalità che subordina la tutela dell’incolumità delle donne ai diritti individuali degli uomini. Di essere difesi, compresi, perdonati, reinseriti, per un reato ancora troppo sottovalutato. Come se continuasse ad essere un’offesa contro la morale morale o una faccenda intima e privata. Una questione che deve riguardare il meno possibile la responsabilità dello stato, specie quella preventiva, nonostante le nuove leggi, i codici e le convenzioni.

Tuttavia, evito di assumere a modello il nobile comportamento della vittima. Non penso di poter avere l’aspettativa che ogni donna si comporti come lei. Forse, neppure un uomo. Non diventiamo simili ai mascalzoni solo perché ci cauteliamo in una situazione ambigua e rischiosa. A distinguerci, più che la generosità, è il senso di responsabilità: verso gli altri, se stessi, le persone care. Se un uomo si sbraccia in mezzo alla strada, per farti frenare, tu alla guida di un’auto puoi passare oltre e avvisare le autorità. Tra il tendere la mano o il lasciarla in tasca, si può scegliere di tenderla, ma infilata in un guanto.

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