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Utero in affitto, contrario il nuovo governo di sinistra in Spagna

Utero in affitto, no da Pedro Sanchez e Pablo Iglesias

Il governo PSOE-Podemos in Spagna si dichiara femminista. Afferma l’uguaglianza tra i sessi e la lotta alla violenza maschile contro le donne, compreso l’utero in affitto. Pance a noleggio, nel linguaggio spagnolo. Perché, lo sfruttamento riproduttivo è vietato nella legislazione spagnola, in linea con le raccomandazioni del Parlamento europeo. Gli uteri in affitto minano i diritti delle donne, in particolare delle più vulnerabili, mercificano i loro corpi e le loro funzioni riproduttive. Il programma del nuovo governo di sinistra vuole combattere le aziende che offrono la surrogazione di maternità, pur sapendo che in Spagna è proibita.

Con questa presa di posizione, la sinistra spagnola segue l’esempio della sinistra scandinava. A sua volta, dà l’esempio alla sinistra italiana, che preferisce evitare l’argomento. In Italia, alcuni esponenti democratici e di sinistra, a titolo personale, sono favorevoli alla cosiddetta gestazione per altri (gpa). La sostengono come fosse una bandiera dei diritti civili, secondo il punto di vista maschile della comunità LGBT.

Infatti, Gaypost presenta la posizione del governo spagnolo come l’ultima arretratezza della sinistra sui diritti civili. Per questo sito di blogger, giornalisti, militanti gay, la sinistra, è sempre stata riluttante sui diritti civili. Ma poi ha finito per accettare il suffragio femminile; l’aborto, la legge contro la violenza sessuale; l’integrazione degli omosessuali; le unioni civili. Allo stesso modo accetterà la gpa, è solo questione di tempo.

Controversie

La storia di Gaypost, però, mette insieme cose diverse tra loro e ne omette una molto importante. Questioni lineari come il diritto di voto alle donne o l’inclusione civile degli omosessuali dividono in modo semplice il campo tra conservazione e progresso. Questioni più controverse hanno invece diviso lo stesso movimento femminista.

Per esempio, l’aborto. Possibilità o diritto? Depenalizzazione o legalizzazione? Emancipazione delle donne o deresponsabilizzazione sessuale degli uomini? Poi, l’unità di intenti fu trovata nel decriminalizzare le donne e superare l’aborto, soprattutto clandestino. Non per promuoverlo in quanto contenuto positivo o normale contraccettivo.

Altra controversia, il dilemma tra procedibilità d’ufficio e querela di parte contro la violenza sessuale. In astratto è giusta la procedibilità d’ufficio, e personalmente la condivido, perché il reato ha rilevanza pubblica. Ma nel concreto rischia di esporre le donne, contro la loro volontà, alla vittimizzazione secondaria di ambienti e istituzioni che giudicano le vittime invece degli aguzzini. O di negare la libertà femminile di scegliere secondo il proprio interesse, se perseguire il violentatore, spesso un amico o un parente, il coniuge.

L’abolizione della prostituzione

È significativo che, nella sua escursione storica, il sito gay si sia dimenticato di menzionare la legge Merlin. L’abolizione della prostituzione legalizzata, per opera della senatrice socialista Lina Merlin. Una vicenda che va dall’immediato dopoguerra fino al 1958. Una lotta contro le resistenze degli uomini, compresi molti suoi compagni di partito, che la emarginarono dopo la sua vittoria. Anche qui poteva funzionare lo schema: la sinistra prima ha resistito, poi ha accettato. Poteva, ma molti uomini della comunità LGBT, favorevoli alla legalizzazione della prostituzione, sessuale e riproduttiva, resistono ancora oggi.

L’utero in affitto non è un diritto civile

Per capire quali questioni sono pertinenti con i diritti civili e le libertà delle donne, basta vedere quali sono le lotte del movimento delle donne. Nel femminismo si trovano posizioni possibiliste o contrarie ai divieti e alle criminalizzazioni. Ma non esiste nessuna spinta associativa, o anche solo presa di posizione collettiva, volta a promuovere ed affermare la pratica dell’utero in affitto. Mentre esistono chiare e nette opposizioni, come quella espressa nella petizione femminista che chiede al governo italiano di fare come il governo spagnolo.

Si può ben capire. L’utero in affitto trova il suo fondamento, non nei moderni diritti civili, ma nel diritto patriarcale. Per cui, i figli sono figli genetici: partono dal seme maschile e, attraverso la madre, tornano alla proprietà del padre, da cui prendono il nome. Il corpo materno è solo un luogo di gestazione e di passaggio. La stessa filosofia della surrogazione di maternità. Quindi, una evoluzione della sinistra sull’utero in affitto può esserci sul serio. Nel senso di evolvere dalla presente posizione possibilista e distratta a una più attenta, in ascolto del punto di vista femminista, fino a farsene interprete. Come in Spagna.

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