Rula Jebreal, giornalista palestinese al Festival di Sanremo

Rula Jebreal the American University of Rome, September 2017

Rula Jebreal è una scrittrice e giornalista palestinese di cittadinanza: italiana e israeliana. Precisamente, è di origine arabo-israeliana e nigeriana. La sua religione è l’Islam d’interpretazione sufi, lei si professa musulmana laica. È stata sposata con un uomo ebreo e ha una figlia cattolica. Le sue relazioni familiari e professionali sono un microcosmo di nazioni e culture. Un simbolo di ciò che aborre la destra xenofoba.

Oltre che in Italia, ha lavorato in Egitto e negli Stati Uniti. Parla in modo fluente quattro lingue: arabo, ebraico, inglese e italiano. Il suo curriculum è di tutto rispetto, tanto da essere una delle sette donne di successo omaggiate da Yvonne Sciò nel suo documentario Seven Women. Capita di vederla protagonista nei talk-show a rappresentare la causa dei diritti umani, della tolleranza e dell’apertura al diverso con uno stile molto assertivo.

L’invito, la censura, il dietrofront della RAI

Il presentatore Amadeus l’ha invitata alla prossima edizione del Festival della canzone italiana di Sanremo. Rula Jebreal, per l’occasione, forse interpreterà un monologo contro la violenza maschile sulle donne, pur se il suo proposito iniziale era intervistare sul tema Michelle Obama. L’indiscrezione sulla presenza di Rula Jebreal a Sanremo ha scatenato una ondata di insulti razzisti e sessisti da parte degli hater xenofobi di destra. In un primo momento, la triste shitstorm è riuscita a indurre i vertici RAI ad escludere la giornalista palestinese dal Festival.

A sua volta, la censura di Rula Jebreal ha provocato una protesta indirizzata contro i dirigenti Rai e contro Matteo Salvini, considerato il censore effettivo. Egli, tuttavia, ha parzialmente smentito ogni coinvolgimento: «Non mi occupo di vallette o di conduttori, ma i comizi non si fanno sul palco dell’Ariston». Per Salvini, una donna che va in TV è una valletta per definizione. Dunque, una smentita in linea con il sessismo della shitstorm animata dai suoi ambienti.

La questione ha la sua importanza, perché riguarda la libertà d’espressione nella televisione di stato. L’insostenibilità dell’esclusione di Rula Jebreal è presto detta da Laura Boldrini: Che la Rai dica no a Rula Jebreal è legittimo‬. Ma se poi è vero che “sulla decisione hanno pesato le polemiche scatenate sui social dai sovranisti” allora non ci siamo. Il servizio pubblico deve valutare le competenze di una persona, non piegarsi alla prepotenza di chi la insulta. Quindi, un vertice RAI con l’ad Fabrizio Salini, la direttrice di Raiuno Teresa De Santis e il conduttore Amadeus decide il dietrofront definitivo. Rula Jebreal sarà al Festival di Sanremo.

Rula Jebreal contrapposta a Rita Pavone

Rita Pavone, Grand Gala du Disque, 1965

Nella contro tempesta volta a sanare la discriminazione della giornalista palestinese non è mancato, tuttavia, uno schizzo fuori luogo. Tra le annunciate ospiti di Sanremo è comparsa anche Rita Pavone, un tempo comunista, ma oggi di simpatie leghiste. Così, qualcuno ha pensato bene di contrapporre la presenza favorita della cantante sovranista all’esclusione discriminante della giornalista democratica. Tuttavia, Rita Pavone è un mostro sacro della canzone italiana e, in quanto tale, ha pieno titolo per essere al Festival di Sanremo. Come se non bastasse, gli antifascisti in rete hanno accostato due foto, per mostrare una brutta vecchia Rita Pavone contro una giovane bella Jula Jebreal. Ovvia, la regia di un immaginario maschile poco evoluto, il cui segno sessista è subito rilevato da Flavia Perina.

Gli uomini di destra praticano una violenza sessista coerente con i loro (dis)valori. Talvolta, espliciti e provocatori, per sollevarsi sull’onda dell’indignazione avversa e poi lasciarsi cadere sulla propria rete di indulgenza ambientale. Gli uomini di sinistra, invece, nella pratica sessista ci cascano inconsapevolmente. Se gli viene fatta notare, si mostrano riluttanti a riconoscerla. Rula Jebreal al Festival di Sanremo, con il suo possibile monologo contro la violenza maschile sulle donne avrà modo di parlare ad entrambi.

One comment

Leave a Reply